Come gestire a casa i gatta colpiti da insufficienza renale cronica (CFR)

Sara Caney, ex – Fab lecturer

GUIDA PER IL PROPRIETARIO

trad. a cura di
Dr.Cristina Bettini

L'insufficienza renale cronica (CFR, chronic renal failure in inglese) è una causa piuttosto comune di malattia nei gatti più anziani. A differenza di quanto può avvenire per altri organi, come ad es. il fegato, non si riesce a riparare un danno a livello renale. I sintomi legati ad un problema renale compaiono quando è ormai stato danneggiato il 70-75% ca. del parenchima ed a questo punto la malattia evolve spontaneamnete in modo irreversibile. La velocità di questa evoluzione varia estremamente da soggetto a soggetto. Non esistono purtroppo cure efficaci per la CRF e le persone affette da questa stessa patologia hanno in realtà due sole opzioni: la dialisi ed il successivo trapianto dil rene. Nessuno di questi due trattamenti è per ora disponibilie, almeno nel Regno Unito; tuttavia si è in grado ora di migliorare le condizioni di vita dei gatti ammalati grazie alla disponibilità di numerose terapie mediche che vengono adattate al singolo caso. Ci sono stati proprio recentemente dei progressi in questo senso, cosicchè i proprietari ora hanno maggiori possibilità di scelta per poter curare il proprio gatto colpito da CFR. Prima di passare a discutere in dettaglio le diverse soluzioni, sarà importante definire cosa s'intende per funzione renale “normale” e di seguito illustrare quali sono i problemi per un gatto affetto da CFR.

In un gatto normale il rene svolge molte funzioni vitali. Qui di seguito un breve elenco.

Attraverso le urine permette l'eliminazione delle scorie dall'organismo.
Regola il pH (equilibrio acido-basico), le concentrazioni di elettroliti (calcio, fosforo, potassio, cloro, sodio) ed il bilancio idrico dell’organismo .
Interviene nella produzione di ormoni quali l'eritropoietina (necessaria a stimolare la produzione di globuli rossi da parte del midollo) e la renina (importante per il controllo dell'equilibrio idro-salino).
Attiva la vitamina D, che serve a regolare i livelli del calcio e del fosfato.
I sintomi della CFR compaiono quando la funzione renale è compromessa da 2/3 fino a ¾.
I gatti che soffrono di questa patologia diventano molto vulnerabili ai seguenti problemi:

accumulo dei prodotti del catabolismo proteico (comprese urea e creatinina, misurabili con un esame del sangue), associati a sintomi quali vomito, nausea, perdita di appetito;
disidratazione
acidosi metabolica (riduzione del pH ematico)
alterazioni elettrolitiche
anemia (in parte causata dal deficit di eritropoietina)
pressione sanguigna elevata (ipertensione sistemica)
I gatti con CFR spesso hanno sintomi non specifici, come ad esempio un appetito capriccioso o scarso, perdita di peso, depressione ed un malessere generale.Di solito si nota un aumento della sete in circa un terzo dei gatti ammalati, sebbene questo sintomo sia presente anche in quelli affetti da ipertiroidismo e diabete mellito. Una diagnosi di CRF richiede comunque degli esami sul sangue e sulle urine. Normalmente si basa sulla determinazione dell'azotemia (data dall'accumulo dei prodotti del catabolismo proteico, della creatinina e dell'urea nel sangue) e sulla capacità di concentrazione delle urine (le urine saranno più diluite). Potrebbe essere necessario comunque in alcuni casi effettuare altri tipi di esami, per meglio identificare le cause della problema renale. Si ricorre ad esmpio all'ecografia come esame diretto per evidenziare un rene policistico (PKD).

Qual'è la dieta ideale per un gatto con problemi renali?

Ormai è prassi comune prescrivere una dieta specifica nel caso di patologie renali, poiché si è constatato che questa può in effetti migliorare molto la qualità della vita ed il tasso di sopravvivenza dei gatti colpiti da CRF, oltre a ridurre il progredire della patologia. Le tipiche diete per questi casi prevedono apporti bassi di proteine ad alto valore biologico, soprattutto per limitare la produzione di scorie azotate derivanti dal catabolismo proteico, difficili da eliminare per un apparato renale compromesso. Anche i livelli dei fosfati vengono tenuti sotto controllo, poiché in caso di CRF succede che vengano comunque trattenuti in eccesso dall'organismo, peggiorando lo stato del paziente. Queste diete tendono prevedono invece concentrazioni elevate di potassio e vitamine del gruppo B, che i gatti ammalati tendono ad eliminare in eccesso, ed un aumento delle calorie per ridurre l'eccessiva perdita di peso dovuta allo scarso appetito. Sono previsti poi contenuti di sodio piuttosto bassi, per diminuire il rischio di ipertensione.

Questo tipo di diete per gatti con CFR sono realizzabili anche a casa; sono a disposizione anche ricette compilate da veterinari. Molti proprietari comunque trovano troppo dispendioso ed impegnativo preparare da se i cibi.

Come abbiamo ribadito, molto spesso questi gatti colpiti da CFR hanno davvero poco appetito e si può rischiare di peggiorare la situazione offrendo alimenti magari adatti per questa patologia ma che sono in effetti poco appetibili. A volte si ricorre all'uso di stimolanti dell'appetito, quali la ciproeptadina (Periactin), un antistaminico od agli anabolizzanti steroidei. Recentemente alcuni veterinari hanno trattato il problema dell'inappetenza applicando un catetere per l'alimentazione direttamente nello stomaco. Questo può essere introdotto anche attraverso un endoscopio e viene chiamato in questo caso PEG, cioè catetere gastrico applicato attraverso gastrostomia endoscopica (percutaneus endoscopically placed gastrostomy tube). Nonostante per questo tipo d'intervento sia necessaria una leggera anestesia ed un breve ricovero post-chirurgico, una volta sistemato il catetere può essere lasciato in loco per lungo tempo, per somministrare alimenti, liquidi e medicinali.

Come si può trattare e prevenire la disidratazione?

I gatti con CFR corrono il rischio di disidratarsi perchè non riescono a produrre urine concentrate. Sartebbe utile, se possibile, incoraggiare questi animali a bere per mantenere l'idratazione ed a questo scopo si dovrebbero somministrare alimenti umidi. Anche proporre dei liquidi aromatizzati (es. brodo di pesce) può essre uno stratagemma valido per invitare il gatto a bere, ricordando però di non somministrare bevande salate che potrebbero provocare un aumento della pressione sanguigna ed altri tipi di problemi. Molti gatti infine gradiscono si le diete specifiche per problemi renali, però quelle a base di cibo secco e può essere difficile comunque incoraggiarli a bere. Recentemente sta ricevendo molta attenzione un tipo di trattamento che prevede di sia il proprietario a somministrare direttamente i liquidi sottocute (terapia fluida sottocutanea). In Inghilterra questa soluzione non viene molto adottata mentre in America spesso i proiprietari di gatti con CFR ritengono questa soluzione valida e fattibile per aiutare i loro animali. Nei casi più gravi la disidratazione richiede una somministrazione di liquidi per via endovenosa (ad es. ricoverando il gatto in una clinica veterinaria dove verrà effettuata la fleboclisi). Riuscire a somministrare a casa i liquidi comunque aiuta a prevenire questa situazione. Si può inoltre procedere con la somministrazione di potassio direttamente attraverso la flebo. La terapia reidratante sottocutanea prevede normalmente la somministrazione di 150 ml di liquidi, due volte la settimana. La procedura di solito viene ben tollerata e tra i proprietari viene riferito un caso di un gatto di 19 anni, colpito da CRF, reidratato in questo modo per 6 anni consecutivi come come parte integrante del protocollo terapeutico. Se necessario può essere naturalmente aumentata la frequenza della somministrazione di liquidi. Il proprietario dovrà essere istruito su questa procedura da un medico veterinario o da un infermiere veterinario (ndt: in Italia questa figura professionale non esiste): è importante che i fluidi vengano somministrati in modo sterile così da non provocare l'insorgere di infezioni nel punto d'inoculo. Tuttavia alcuni gatti non sopportano questa procedura, la quale dunque non è attuabile per tutti i pazienti affetti da CRF.Una nuova metodica consiste nel sistemare chirurgicamente uno speciale catetere sottocute che può essere lasciato in sito anche per un anno, in modo che il gatto non sia infastidito ogni volta dall'infissione dell’ago.

Come possono essere trattati e prevenuti gli squilibri elettrolitici?
Gli elettroliti sono dei sali presenti nel nostro organismo necessari per le normali funzioni cellualri.Gli squilibri elettrolitici più comuni nei gatti con CRF rigiardano il potassio ed i fosfati. Questi gatti facilmente perdono potassio attraverso le urine, con la conseguenza che nel sangue i livelli di questo elettrolita diminuiscono (ipokaliemia). I gatti ipokaliemici possono diventare molto deboli e perdere l'appetito. Sebbene le diete specifche per i problemi renali contengano delle integrazioni per il potassio, alcuni gatti con CRF continuano ad avere forti diminuzioni di questo elmento nel sangue. In questi casi potrebbe essere utile somministrare altro potassio attraverso integratori in polvere o tavolette.

I gatti che soffrono di CRF tendono ad accumulare fosfati, con conseguente iperfosfatemia (alte concentrazioni di fosfati nel sangue). Le sostanze leganti i fosfati sono dei medicinali che in qualche modo si legano ai fosfati presenti nella dieta ed impediscono così che questi vengano assorbiti a livello intestinale. Potrebbero essere necessari per quei gatti che continuano ad avere elevati concentrazioni ematiche di fosfati nonstante assumano diete mirate oppure in quelli che non seguono una dieta specifica.

Come si può curare e prevenire l'ipertensione sistemica?
L'ipertensione, cioè l'alta pressione sangugna, colpisce circa il 20-30% dei gatti con CRF e può provocare gravi conseguenze, ad es. la cecità. Anzitutto è importante tenere sotto controllo la pressione sanguigna, di modo che qualsiasi anomalia si verifichi può essere trattata tempestivamente. Molti veterinari hanno ora a disposizioni struemnti che consentono questa misurazione in modo semplice, veloce (ca 5 minuti) e assolutamente indolore per il gatto. Se necessario, esistono in commercio dei farmaci antipertensivi (amlodipina orale e benazepril) che possono essre prescritti dal veterinario. Per molti gatti è necessaria una somministrazione giornaliera di questi prodotti affinchè la pressione sia mantenga nella norma.

Quali altri trattamenti potrebbero essre necessari?

Possono essere presi in considerazione altri trattamenti, qui di seguito brevemente esposti.

Eritropoietina
L'anemia è una conseguenza piuttosto frequente nei gatti colpiti da CRF poiché vi è una dimnuzione dell'eritropoietina prodotta dai reni. Questa è un ormone in grado di stimolare la produzione di globuli rossi da parte del midollo: il trattamento con eritropoietina umana sarebbe in grado di risolvere l'anemia. Putroppo questa è una terapia costosa e non sempre produce gli effetti desiderati: trattandosi di un ormone di origine umana può essere identificata come una sostanza estranea contro la quale verrebbero prodotti degli anticorpi in grado di neutralizzare ogni effetto terapeutico. Un effetto collaterale inoltre di questa terapia è la possibilità di provocare ipertensione o di aggravarla se già presente, per cui è necessario un monitoraggio accurato durante tutto il trattamento. Al momento in due università americane sono in corso delle ricerche per realizzare un'eritropoietina felina, che sarebbe più utile e non provocherebbe la produzione di anticorpi specifici da parte del gatto.

Integrazione con ferro
Alcuni gatti anemici presentano carenze di ferro in base agli esami di laboratorio ed in questi soggetti potrebbe aver senso dare un'integrazione di questo elemento. Il ferro serve per la sintesi dell'emoglobina, che trasporta l'ossigeno nei globuli rossi.

Trattamenti anti-nausea e contro il vomito
I gatti colpiti da CRF possono soffrire di quella che viene definita gastrite uremica (infiammazione della mucosa gastrica causata dall'accumulo di scorie e ormoni che normalmente verrebbero invece escreti dal rene). Il trattamento anti-nausea comprende farmaci antiacidi ed antiemetici, i quali possono in effetti essere utili a far sentire meglio il gatto risolvendo questi sintomi.

Calcitriolo (terapia a base di vitamina D)
Nonostante vi siano in merito molte controversie, dei veterinari hanno scelto questa terapia solo per alcuni pazienti con CRF ed hanno rilevato dei risultati favorevoli per quanto riguarda il mantenimento di concentrazioni normali di calcio e fosfati.

ACE (enzima che converte l'angiotensina)- inibitori
Questi farmaci, tipo benazepril (Fortekor®, Novartis), sono stati recentemente presi in considerazione sulla base di ricerche condotte nell'uomo, nel quale avrebbero allungato l'attesa di vita. I dati preliminari relativi a delle recenti prove sui gatti con CRF, farebbero ipotizzare che anche per questi tali farmaci garantirebbero migliori condizioni di vita (come testimoniato dai rispettivi proprietari). In questi animali vi sarebbe inoltre una diminuzione delle perdite proteiche attraverso le urine. Dal punto di vista invece della sopravvivenza mancano ancora dei dati precisi in questo momento. Il Fortekor® non pare sia in grado di ridurre i parametri normalmente considerati per valutare la funzionalità renale (es. uremia e creatininemia). Un gruppo di gatti selezionati con CRF che stava perdendo grandi quantità di proteine attraverso le urine, pare abbia risposto positivamente al trattamento con questo farmaco ed in modo evidente (aumento della sopravvivenza, aumento dell'appetito): si tratta comunque di un numero piuttosto limitato di soggetti ammalati. Gli ace-inibitori sono inoltre in grado di dimnuire la pressione sistemica e per questo possono essere prescritti come anti-ipertensivi.

Antibiotici
Studi recenti hanno dimostrato che in più del 30% dei casi , i gatti colpiti da CRF soffrono di cistiti batteriche ad un certo punto della malattia. In alcuni soggetti quest'infezione si diffonde al rene, compromettendone ulteriormente la funzionalità. In altri casi invece la cistite è causata da un'infezione batterica partita dai reni (pielonefrite). I gatti colpiti da CRF sono senz'altro più vulnerabili alle infezioni del tratto urinariopoichè l'urina prodotta è più diluita. A volte purtroppo l'infezione non provoca sintomi riconoscibili di cistite (minzione frequente, difficolta ad urinare o urine color sangue), che renderebbero la diagnosi di questa complicazione senz'altro più facile. La diagnosi richiede allora la raccolta e l'esame microbiologico delle urine per la loro coltura attraverso terreni appropriati in laboratorio. La somministrazione di antibiotici, magari per settimane o mesi, può a volte rendersi necessaria per combattere l'infezione efficacemente.

Esistono altri tipi di trattamenti che non sono stati presi in considerazione in questa sede e che potrebbero essere vantaggiosi per alcuni gatti colpiti da CRF: importante è considerare di volta in volta il caso e scegliere la terapia migliore per quella specifica situazione.

Qual'è la prognosi per i gatti con CRF?
Previsioni a lungo termine per i gatti affetti da CRF sono molto variabili: possono sopravvivere da poche settimane a molti anni dopo la diagnosi. In molti casi, se non tutti, è considerata come una patologia progressiva, sebbene la velocità con cui procede sia estremamente variabile, a seconda delle cause che l'hanno determinata e in relazione ad altri fattori individuali. La prognosi inoltre risente anche di altri fattori, quali ad esempio la contemporanea presenza di altre patologie o meno e da quanto la funzionalità renale sia compromessa. Ad esempio, per i gatti con anemia causata da CRF di solito la prognosi è infausta perchè è difficile curali efficacemente per lunghi periodi. Il proprietario ed il veterinario insieme, attraverso un attento monitoraggio del paziente, possono riuscire a stabilire la gravità della situazione e la velocità con cui progredisce, in modo da garantire al gatto tutte le cure necessarie ad alleviare la sua sofferenza e mantenerlo in salute. Curare a casa il gatto colpito da CRF può davvero permetterci di garantirgli la migliore qualità di vita possibile il più a lungo possibile.